GNANCA NA STANGA!!!

È dalla fine degli anni novanta che, secondo le circostanze, trovo il tempo di esternare, in varie forme, pubblicamente, spensieratamente, il mio pensiero. In questo modo riesco, nonostante spesso io mi esprima in toni forti, a render conto di ciò che ai miei occhi appare ingiusto, sbagliato, criticabile, degno d’attenzione, migliorabile.

Il mio sconfinato senso di libertà di azione e di pensiero, l’esperienza, le vicissitudini e la voglia di vivere in un mondo migliore, mi motivano costantemente ad agire così. Oggi butto giù qualche riga, frammenti sparsi di fatti reali, un po’ dolci un po’ amari, che devo scrollarmi di dosso prima di brindare all’anno nuovo.

Oggetto: Mi è giunta in questi giorni la risposta dalla sindachessa di Lamon in merito ad una mia recente istanza. Un comunicato che mi ha fatto male, incazzare e poi meditare.

Dopo l’incendio doloso che ha devastato l’abitazione della nostra famiglia ai Bellotti, fin dal giorno seguente, mi sono rimboccato le maniche per la ricostruzione. Fu con grande risolutezza che il primo cittadino di Lamon esordì sui giornali: Al più presto farò un sopralluogo con l’ufficio tecnico!

I ètu mai veduuu? – a dire il vero in quattro mesi non ho ricevuto né una telefonata ne un SMS di condoglianze….

Nel frattempo, grazie anche a tante braccia e spiriti generosi, molto è stato fatto.

In corso d’opera, m’ero riproposto di chiedere al Comune, proprietario di una cospicua area boschiva nei dintorni, a titolo oneroso, il legname necessario per ricavare almeno la piccola orditura per il rifacimento del tetto (abeti diam. 20) e una decina di larici per la ricostruzione di colonne e poggioli. Al resto avrei provveduto in altro modo.

La risposta, dopo due righe in cui si esprime la più profonda solidarietà per il grave fatto che Le è accaduto, suona così: …pur comprendendo le ragioni della richiesta, si comunica che non è possibile concedere, anche a titolo oneroso, il legname proveniente dai boschi comunali, al fine di non determinare un precedente per eventuali future richieste di altri cittadini aventi adeguate motivazioni. (!!!)

Ho riflettuto molto prima di commentare una simile sentenza che, lasciando il tempo che trova e rivelando una sorta di perversità, nulla a parer mio ha a che vedere con la coscienza civica di un ente, ne tantomeno, mostra valenza d’un verdetto amministrativo. Pragmatica, inconcludente, fantasmagorica! Uno schiaffo e uno sberleffo alle disgrazie, all’onorabilità e al lavoro della gente ma, soprattutto, a chi si prodiga per il mantenimento e la conservazione di realtà così disagiate, come i Bellotti!

Personalmente ritengo l’atto a firma del sindaco un’offesa non tanto alla mia dignità, al perenne lavoro al quale mi sono dedicato, alla consueta ospitalità che la nostra casa ha sempre offerto a chiunque (ai lamonesi e al resto del mondo!), ma un insulto a tutti coloro che con tenacia abitano veramente la montagna!

Picarse par 4 stanghe!!! Eppure la storia e le vicissitudini umane narrano di un villaggio vissuto e fondato impiegando materia prima proveniente necessariamente da quei luoghi! Allo stesso modo, con le medesime molecole, per quanto possibile, avrei desiderato  ricostruire. Perciò mi ero rivolto con fiducia alla società civile. È vero che colà non esiste l’uso civico demaniale come altrove, ma, nulla toglie che, con un briciolo di sensibilità e buona volontà per venirmi incontro nella disgrazia,  si potesse provvedere ad un piano di alienazione del patrimonio comunale (anche per far cassa!)… o avrei forse dovuto pensare di trascinare fin lassù il legname da Primiero o importarlo dall’Austria!?

Così si è deciso, anche se spero ciò non interpreti il sentire della comunità lamonese. Ormai il verdetto è stampato nero su bianco, e di certo non mi prenderò la briga di fare istanza per un riesame. Mi arrangerò lo stesso, e grazie tante per la spiccata solidarietà!

L’emergenza era evidente, e non certo è stata la prima nella lunga storia delle contrade lamonesi, il bosco era vicino… e se vogliamo un precedente, nel ’91 chiesi 25 stanghe per il rifacimento di un tetto; le ottenni senza problemi e al giusto prezzo le pagai. Chissà come mai ciò fu possibile! Un illecito, una svista, un favoritismo? Credo in sostanza esistesse allora una diversa sensibilità e senso pratico, un’altra visione del mondo; certamente fu un beneficio deciso da un’Amministrazione diversa, rispettosa di un’altra “Regola”!

La sindachessa forse non immagina nemmeno che, quando giunsi ai Bellotti vi erano solo gli scheletri di una civiltà ormai scomparsa, tutto giaceva tra i rovi e le immondizie, saccheggiato e in completo abbandono. Forse chi ha la memoria un tantino lunga se ne potrà ricordare. Lei nemmeno s’è resa conto di quanto dopo d’allora è stato fatto, fintanto che, attualmente, ben 11 unità abitative sono tornate a vivere!

È comunque curioso ricordare che, nel 2011, la sedicente sindaco, venne in pompa magna a siglare un protocollo d’intesa con la Comunità di Primiero; una proposta di patto territoriale che prevedeva un’amichevole collaborazione tra territori viciniori, con suggestivi intenti ma, ahimè, rivisto ora in un tale frangente, opportunistico, sleale, impudente e mefistofelico. Come Consigliere di valle, a suo tempo, non ebbi motivo di dubitare delle intenzioni! Tiè!

A pochi anni di distanza, ora, ci si arrampica sui veti senza forse rammentare che nel 2006, quel bosco, dal quale avrei ricavato il legname, fu sottoposto a “pulizia”: centinaia di piante vennero abbattute e lasciate lì. Marcirono così  90.000 € di fondi europei!

Pochi anni dopo ne vennero spesi 120.000 (sempre con analogo finanziamento) per ristrutturare in modo irrispettoso Maso Gai, riattrezzato con bagni, sanitari e piastrelle ovunque, là dove facevano bella mostra meravigliose laste di biancone! Mai, dopo d’allora, tale struttura è stata utilizzata e attualmente è in stato di totale degrado!  Peggio di così…

Per non parlare di modeste richieste avanzate nel corso degli ultimi anni dai proprietari di beni nella frazione, decine di istanze per  agevolare la percorribilità del tratto di strada di accesso, porre un’insegna con i nomi degli abitati, intervenire in taluni punti critici del sentiero, sulle assi del ponte…

Mai una risposta!!! E dire che regolarmente si versano le tasse! Chissenefrega! E non è solo questione di scarsità di denari! Non mancano altrove esempi di correttezza e sensibilità amministrativa a dimostrazione che, anche il più sperduto dei villaggi, esiste, ed è sede di Comunità.  Basterebbe poco per dare ai Bellotti, piccolo euregio di frontiera,  qualche speranza di vita!

Ma la sfiga si è messa d’impegno: a fine ottobre, s’è interrotto il flusso d’acqua che, da ottant’anni, sgorgava incessantemente dalla fontana grande, in centro paese. Nell’emergenza, unendo le forze d’un paio di abitanti, s’è trovata una soluzione provvisoria. Ma, ormai alle porte dell’inverno, pensando alla funzione primaria e di pubblica utilità della fonte (unico presidio ove attingere l’acqua per chiunque di passaggio e servizio primario per le abitazioni dei Casóe), venne avvisato il Comune, affinché intervenisse per il ripristino. A tutt’oggi siamo ancora in attesa! ….péna che i arà tèmp!

L’accesso all’acqua è un diritto fondamentale che andrebbe garantito, ma credo che, anche in questo frangente, agli abitanti dei  Bellotti, non rimarrà altro da fare che rimboccarsi le maniche.

Nel 2004, caso unico nei secoli di storia della frazione, e perciò meritevole di essere citato, fu il consolidamento delle precarie pareti rocciose del Còl de la Rònch, sovrastante le abitazioni. 90.000 € scuciti a fatica dai fondi provinciali, ma che, grazie all’impegno dell’allora Amministrazione, vennero spesi con uno scopo e un risultato.

Il fatto è che, pian pianino, sto capendo che c’è un sottile movente nelle non risposte che fino ad ora ho avuto dal capoluogo. Purtroppo, il sottoscritto, è uno Gnat, UNO STRANIERO! Non si sentano quindi i lamonesi gli unici ad essere raminghi fuori dalla soglia di casa!

Questo sintomo mi è stato confermato da più voci, e se si pensa alla quantità di zizzania seminata, ai veleni e alle maldicenze diffusi da una ormai famigerata mente malata e da qualche pappagallo fomentatore, non posso dare torto a chi, da qualche anno a questa parte, mi giudica dalle chiacchiere più infamanti e magari reputa persona indegna. Per quanto mi riguarda, una situazione travisata, non veritiera, contorta, spiacevole tanto quanto assurda!

Intanto imparo a conoscere sempre più la gente e, per una vecchia canaglia come me, non è un’esperienza da sottovalutare.

Non voglio farne un caso personale, ma è una lunga storia quella che ha contraddistinto il mio lavoro, l’innamoramento ed impegno nel tentativo di rifondare i Bellotti, presidio di antiche civiltà, aprendo le porte a chiunque e favorendo il ritorno e la riscoperta di molta gente. Avere, nell’arco di 33 anni, a poco a poco, con tenacia e passione, collaborato  con i migliori tra i coloni a rigenerare un territorio abbandonato e in tal modo aver ridato al villaggio un volto decente, vivibile, sereno e apprezzato da migliaia di visitatori negli ultimi decenni, mi rende orgoglioso e fiero! Ci mancava il matto schizofrenico e piromane a rendere tutto più suggestivo! Gli manca ora solo di appendere la mia pelle ai suoi trofei!

Dal 26 agosto, notte del rogo, il  cantiere non si è mai fermato e grazie alle braccia e spensieratezza di molti amici provenienti da varie direzioni (per la cronaca, un solo cittadino, per altro onorevole, si è presentato proveniente dalla terra del piovégo!) oggi, in attesa delle mosche bianche, chiude per un meritato letargo invernale. RIAPRIRÀ I BATTENTI AL SORGERE DELLA BUONA STAGIONE.

Per quanto riguarda il mio annunciato lavoro di stampa – Tracce sul sentiero Bellotti e dintorni – considerato che il fuoco nulla ha risparmiato, ho bisogno di tempi supplementari, trattandosi di un’analoga, ardua, impresa di ricostruzione.

Io, che potevo affondare nella disperazione in questa dannata vicenda, mi sento più fiero e motivato che mai. Vado avanti a testa alta.

Sogno già una ganzèga… Fermatemi se vi riesce!

Auguro a tutti, per quanto la coscienza lo possa concedere, un sereno e colorato  Natale, tanta di salute e cielo sereno nell’avvenire!

4 commenti

  1. roberto rettore   •  

    Mi piacerebbe aiutarti….non so come visto che economicamente sono allo sbando ma se ti serve un po di manodopera gratuita e forse anche qualcos’altro tipo porte….serramenti ecc. (lavoravo nel settore) sempre gratuitamente sarei onorato di poterlo farle.
    E poi un gnat in piu mica fa male!
    Spero avere tue notizie al piu presto.
    cordiali saluti roberto

  2. Anonimo   •  

    Con solenne ritardo ti ringrazio e ti abbraccio (non frequento fb se non di rado!)
    … ma ormai la vicenda si sta per chiudere. Ho abbandonato quel regno vissuto lungamente ed in modo intenso. Tempo al tempo darò adeguate informazioni!
    Grazie di cuore! Fatti conoscere se capita che c’inrociamo per le vie del mondo!
    Flavio

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